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Heartbeat (2017)

Stampa d’artista

Dimensioni opera: 70 x 50 cm

 

L’opera è sempre venduta accompagnata alla copia del libro con lo stesso numero romano.

 

Tiratura in sole 10 copie 

libro

Il libro perfetto per

chi è attratto dalle contaminazioni anche materiche, strutturali, di concetto e di forma in una continua fusione dinamica.

costo

220,00€

Disponibile

copertina

In copertina

“Earthbeat” - Michele Ciacciofera, 2017

artista

Artista

Michele Ciacciofera (Nuoro, 1969) è un artista italiano che vive e lavora tra Siracusa e Parigi. Dopo aver vissuto a Palermo, ha compiuto la sua formazione artistica frequentando lo studio dell’architetto e pittore sardo G.A. Sulas. Il suo lavoro spazia tra varie tecniche quali pittura, scultura, collage, disegno e fotografia senza limiti di demarcazione tra loro e in cui emerge il suo rapporto intimo e sinestetico con la materia. Prevale nella sua ricerca l’attenzione verso tematiche ambientali, socioantropologiche e politiche filtrate attraverso la letteratura, filosofia e psicologia. Parallelamente, l’interesse per l’architettura e lo spettacolo vivente lo hanno visto coinvolto sia in lavori di progettazione pubblica che di scenografia per il teatro. Ha esposto alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kasse.

descrizione

Descrizione libro

Gennaio 1960: quando Piero Chiara e Vanni Scheiwiller riportarono Ezra Pound al mondo. Un racconto inedito. Un grande scrittore in pectore – all’epoca “è uno scrittore pressoché sconosciuto al pubblico” – l’editore più raffinato e leggendario del secolo, il poeta estremo, che con una manciata di versi furibondi ha terrorizzato l’Occidente. Nessun regista riuscirebbe a mettere insieme tre personaggi di questo calibro. Eppure. Gennaio 1960. Piero Chiara, il grande scrittore di Luino, poligrafo, autore di libri imprescindibili come Il piatto piange – che uscirà nel 1962 per Mondadori – Il balordo, I giovedì della signora Giulia, Il cappotto di astrakan, è insieme a Vanni Scheiwiller, l’editore dei poeti, “sotto le mura del Castello: era quasi sera e la piana meranese venata di neve diventava violacea”. I due, lo scrittore e l’editore, attendono di incontrare il poeta. Ezra Pound. Il poeta titanico. Il poeta dei Cantos, opera magnetica e infinita, in cui la poesia – al modo di Dante – pretende di fecondare la Storia, di ribaltare il mondo. Il poeta che ha aiutato Thomas S. Eliot a correggere La terra desolata, che ha insegnato a Ernest Hemingway come si scrive, che ha aiutato James Joyce quando tutti lo attaccavano, all’epoca dell’Ulisse. Ere fa. Ora, nel 1960, nel rifugio gotico di Brunnenburg, in Tirolo, ospite della figlia Mary e del marito, l’egittologo Boris de Rachewiltz, Pound è un reduce. Nel 1958 è tornato in Italia dopo dodici anni di reclusione nel manicomio criminale di St. Elizabeths, Washington, con l’accusa di alto tradimento ai danni degli Stati Uniti. Un uomo solo, perduto. “Una esecuzione di musiche inedite di Scarlatti, che veniva data all’Angelicum di Milano” è il pretesto grazie a cui Chiara e Scheiwiller convincono il poeta a tornare nel mondo. Il racconto del viaggio, con sosta a Riva del Garda (“Pound aprì la marcia, controvento, puntando fortemente il bastone per terra e tenendosi stretto un pullover intorno al collo. Noi dietro, quasi sperando che ci conducesse a qualche grande impresa”), finora inedito e ripescato grazie a Federico Roncoroni (che firma una puntuale postfazione al testo), è di luminosa bellezza. L’ultima scena è di un Pound “sfinito”, che “volle andare in Piazza del Duomo”, a dialogare con i suoi fantasmi. Per lui, ormai, è l’epoca del tempus tacendi.

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Leggi l’estratto del libro

Ascolta l’estratto del libro

Ascolta l’emozionante estratto del libro letto per noi dall’attrice Erika Urban.

Recensione video del libro

Stendendosi sulla poltrona disse: Questa stanchezza è incivile.

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