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Intervista a me stesso

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Il libro perfetto per

chi pensa che il teatro possa cambiare il mondo e che la parola teatrale fondare una comunità di animi

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Giorgio Strehler (1921-1997), di cui quest’anno si celebrano i cento anni dalla nascita, è considerato il più importante regista teatrale italiano e uno dei massimi nel mondo. Fondatore nel 1947, con l’amico e sodale Paolo Grassi, del Teatro Piccolo di Milano il suo nome resta legato a questo teatro che animò per oltre 40 anni.

descrizione

Descrizione

Uscì su uno smilzo programma di sala del Piccolo Teatro nel 1984 e non fu mai pubblicata, dimenticata e ora ritrovata negli archivi del teatro milanese, questa lunga intervista “a sé stesso” svela l’essenza di Giorgio Strehler. Una sorta di piccolo bilancio alla soglia dei sessantacinque anni, in cui Strehler raccontava la sua straordinaria carriera, come regista e come intellettuale, ma anche i dubbi e le mancanze di un lavoro sui testi e sugli autori più grandi che fu maniacale, ma non sufficiente a colmare la vastità della possibilità che la storia millenaria del teatro apre. Geniale e controcorrente, lontano da ogni tentazione conservatrice, ma anche critico rispetto alle culture omologanti della sinistra, Strehler fu un campione del pensiero libero, un perfezionista che portò sul palco la bellezza della forma, un visionario lucido che riuscì a fare della parola teatrale il perno su cui fondare una comunità di anime.

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Ascolta l’emozionante estratto del libro letto per noi dall’attrice Erika Urban.

Recensione video del libro

Una sorta di bilancio, in cui Strehler raccontava la sua straordinaria carriera, come regista e intellettuale.

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