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Modesta proposta per quattro trame eversive

pp. 28

Uscita: Aprile 2017

 

Postfazione: Domenico Scarpa

Sovraccoperta d’artista: Giovanni Frangi

 

Stampato in 300 copie numerate più 10 copie d’artista

 
 
 
libro

Il libro perfetto per

chi vuole comprendere gli "anni di piombo", i complotti, le decisioni del Palazzo, i silenzi e i depistaggi, narrati con ironia.

costo

30,00€

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"Ninfee” - Giovanni Frangi, 2017

autore

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Fruttero e Lucentini sono la coppia più celebre della letteratura italiana. I loro libri ‘a quattro mani’ sono un unicum nel panorama del romanzo. Insieme hanno lavorato anche per Il Giornale di Indro Montanelli.

descrizione

Descrizione

Come si scrive il ‘romanzo della strage’? Ve lo spiegano Fruttero e Lucentini (arruolati da Indro Montanelli). Principio d’estate, 1974, Milano, Palazzo della Stampa. Carlo Fruttero e Franco Lucentini, scrittori dal genio consustanziale, sono al cospetto di Indro Montanelli, che recluta ‘grandi firme’ per il Giornale nuovo, appena fondato. Fruttero & Lucentini, in effetti, sono firme di pregio. La coppia scoppia di vitalità: le curatele e le traduzioni non si contano; nel 1972 Mondadori pubblica il romanzo ‘a quattro mani’ La donna della domenica, dal successo clamoroso (tre anni dopo Luigi Comencini ne estrae un film con Marcello Mastroianni, Jacqueline Bisset e Jean-Louis Trintignant). Montanelli commissiona al duo un romanzo, dal titolo per giunta metafisico, Il significato dell’esistenza, che “uscì a puntate nel luglio 1974, come feuilleton… l’unico libro che F. & L. abbiano scritto materialmente a quattro mani, fianco a fianco” (Domenico Scarpa), che l’anno si tramuterà in libro stampato da Mondadori. La Modesta proposta per quattro trame eversive (pubblicata con il titolo “Quattro scenari per ogni trama eversiva”), uscita il 29 agosto 1974 su il Giornale nuovo – e mai più riproposta – è una specie di ‘spin off’ del romanzo. Ma anche qualcosa in più. Dietro la patina ironica, infatti, Fruttero & Lucentini affondano la penna, come un bisturi, nel ‘complottismo’ all’italiana, durante il periodo duro delle stragi (in quel 1974 ricordiamo la strage di piazza della Loggia a Brescia e quella del treno Italicus). Il pamphlet, che fa il pelo alla stampa patria (“Stupisce invece che i nostri giornali non abbiano elaborato qualcosa di analogo, e che a ogni nuovo attentato dinamitardo si limitino a ripetere le solite stanche parole di sdegno, condanna, esecrazione, a ogni minimo indizio si perdano a temperare sempre più finemente la matita dei sospetti fino a spezzarne la punta”) è di scintillante – e profetico – splendore. Fruttero & Lucentini, con spregiudicata sapienza narrativa, s’industriano a redigere la trama di quattro possibili narrazioni: da quella in cui “Gli esecutori sono qualche decina di esaltati e sbandati (profilo psicologico, biografie-tipo). I mandanti sono pochi industriali di medio calibro, dirigenti di banca non eccelsi, professionisti con Range Rover, otto ufficiali dell’esercito, due dei carabinieri, una marchesa (descrizione di riunioni e conciliaboli)”, alla “congiura gestita da generali, alti burocrati, deputati, ex ministri, potenti finanzieri e industriali, non tutti ugualmente convinti e compromessi. Cefis, Agnelli, Fanfani, il Capo di Stato Maggiore, il Vaticano, la Cia, sono informati, ma estranei e non seriamente preoccupati”. Il testo è di spassosa attualità e andrebbe avvicinato (così suggerisce Scarpa in postfazione) a quanto Pier Paolo Pasolini scrive sul Corriere della Sera sul Romanzo delle stragi (l’arcinoto “Io i nomi del gruppo di potenti…”). Siamo al cospetto di mondi estetici agli antipodi. O quasi.

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Ascolta l’emozionante estratto del libro letto per noi dall’attrice Erika Urban.

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State tranquilli - si tratta in pratica di dire - il buio non è assoluto, l’enigma non è illimitatamente ingarbugliato.

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