Sebastiano Vassalli

I nuovi travestiti

I nuovi travestiti, testo introvabile del 1969, è pubblicato dall’Editore De Piante grazie all’aiuto di Roberto Cicala e alla cura di Giovanni Tesio.

Autore, a ragione, tra i più noti della nostra letteratura recente, Sebastiano Vassalli (1941-2015) ha in dote una invidiabile verve da polemista. Nel marzo 1969, sul “foglio bimestrale di poesia e scienze affini” Ant Ed – che sta, provocatoriamente, per anti editoria – lo scrittore pluripremiato de La chimera, pubblica un testo corrosivo che incendia il mondo della cultura italica. I nuovi travestiti – questo il titolo dell’invettiva, recuperata dal Centro Novarese di Studi Letterari-Archivio Vassalli – ha la prepotenza swiftiana di una pernacchia e di un pugno. I ‘travestiti’, in fondo, sono i lacchè del politicamente corretto, i voltagabbana, i professionisti della ‘contestazione’, determinati a percorrere una “infrenabile e irresistibile ascesa su per le scale gerarchiche, verso le seggiole, le cattedre, i troni, i seggi, gli scanni, tutto può giovare… Le università, i circoli culturali ‘di sinistra’, gli edifici costosi della ‘top direction’, le sedi dei partiti politici e dei settimanali per uomini, le case editrici, i teatrini alla moda ne sono pieni. I loro atteggiamenti sono puramente dettati dallo spirito di conservazione, questo è logico: sono i vecchi arnesi della paccottiglia di sempre, i re travicelli che non affonderanno mai”. Con spirito ‘bombarolo’, Vassalli, che pure ha appena pubblicato per un editore importante, Einaudi, Narcisso (1968; nella postfazione a I nuovi travestiti Giovanni Tesio ricostruisce la fortuna letteraria e l’edificio estetico di Vassalli all’epoca della composizione del testo), se la piglia con Jean-Paul Sartre (“vecchio zampettatore da sfilate protestatarie”), con il Sessantotto (“la lotta diviene così astratta, onninclusiva e inconcludente… in fondo, i rapporti di potere rimangono immutati: solo si richiedono maggiori doti sceniche”), con gli amici avanguardisti del Gruppo 63, rappresentati da una rivista, Quindici, che ha tradito gli intenti (“basava le proprie possibilità di sopravvivenza – anche economica – su alcuni ‘grossi’ nomi della paccottiglia di sempre, le cui attitudini mimiche e mimetiche erano già ben chiare, e non attendevano che l’occasione opportuna per manifestarsi”), con i criteri editoriali dell’epoca, viziati, proponendo una forma di virtuosa – e anarchica – ‘autogestione’ intesa a “scavalcare l’editore per appellarsi ai lettori, non influenzati dal ‘sistema’ e dalla pubblicità”. Questo Vassalli ‘contro’, arrabbiato e utopista, ha una freschezza imprevista. Quasi profetica.


Assaggio di lettura

Autore: Sebastiano Vassalli

Copertina d’artista: Claudio Granaroli

Rassegna stampa: Il Giornale – 25 febbraio 2018

Angelo Crespi, Claudio Granaroli, Cristina Toffolo, De Piante Editore, I nuovi travestiti, Idea regalo, Luigi Mascheroni, pochi libri per pochi, Sebastiano Vassalli

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