Julio Cortázar

Esilio & Letteratura

Copertina Julio Cortazar

 

Julio Cortázar (1914-1984) è tra i grandi romanzieri del Novecento: insieme a Borges è lo scrittore che ha rinnovato e “inventato” la letteratura argentina. Nel 1951 scelse di vivere in Francia. Bestiario e Il gioco del mondo, i suoi capolavori, sono degli autentici libri ‘di culto’.

Che rapporto deve avere un artista con il potere? Che ruolo deve interpretare uno scrittore quando il suo Paese è governato da un regime? Julio Cortázar, il grande scrittore argentino, aveva le idee chiare: un artista non può resistere a un regime avverso, che impedisce l’attività intellettuale; deve preferire l’esilio.

Per la prima volta in assoluto vengono raccolte e pubblicate le carte della polemica che Julio Cortázar ha intrattenuto con Liliana Heker, giovane scrittrice di talento, dal 1978 ai primi anni ’80. La Heker aveva scelto di resistere, di scrivere, durante gli anni della dittatura militare argentina.

La pubblicazione delle lettere finora inedite di Julio Cortázar ad Abelardo Castillo consente di ricostruire un’epoca e i rapporti tra due generazioni che hanno fatto grande la letteratura Sudamericana.

“Caro, Cortázar, un intellettuale non attende che il governo gli dia il permesso di esprimere le proprie idee”.
Un documento eccezionale ed esclusivo su un tema che ustiona: l’arte ai tempi della dittatura.


Sottotitolo: L’arte ai tempi del regime. Una polemica.

Curatore: Liliana Heker (1943), argentina, è tra i grandi scrittori latinoamericani viventi, “una delle voci più importanti della generazione successiva a Borges” (Alberto Manguel).  Straordinaria interprete dell’arte del racconto, ha fondato, insieme ad Abelardo Castillo e a Sylvia Iparraguirre la rivista “El Ornitorrinco”, nel 1977, in piena dittatura militare. In Italia è stato tradotto un romanzo, La fine della storia, e il fitto dialogo intrattenuto con Jorge Luis Borges, Diffido dell’immortalità. Traduzione a cura di Mercedes Ariza

Autore: Julio Cortázar (1914-1984) è tra i grandi romanzieri del Novecento: insieme a Borges è lo scrittore che ha rinnovato e “inventato” la letteratura argentina. Nel 1951 scelse di vivere in Francia. Bestiario e Il gioco del mondo, i suoi capolavori, sono degli autentici libri ‘di culto’.

 

 

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