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Il 2024 di De Piante

Il catalogo di una casa editrice non è una raccolta di figurine. Ogni libro è il singolare tassello di un puzzle che narra un’unica storia.

Fin nella composizione grafica – libri per pochi, con opere di artisti contemporanei; libri per lettori d’elezione, di piccolo formato, con un dettaglio di grandi opere d’arte in copertina – De Piante Editore si è caratterizzata per il pregio particolare conferito ai testi – spesso assoluti inediti in Italia –, alla fattura del libro, all’eccellenza del lettore.

Si tratta di un addestramento al bello, di un ingresso nel genio. 

Nel 2024 la nostra casa editrice ospiterà nel proprio catalogo libri inattesi, inattuali, atti a spiazzare le convenzioni di un mercato editoriale spesso anonimo, prono al mercato, esecutore di testi “mordi&fuggi”.

Tra le novità, segnaliamo la pubblicazione, per la prima volta in Italia, dei discorsi e dei saggi di André Malraux, tra le figure più conturbanti del Novecento. Scrittore straordinario – vanno citati, almeno, La condizione umana e La Via dei Re –, combattente, è stato per un decennio, sotto de Gaulle, il ministro plenipotenziario della cultura francese. È l’inventore della grandeur culturale francese; è stato al centro dei grandi sconvolgimenti che hanno squarciato il Novecento. I suoi discorsi, acquistati da De Piante dall’editore Gallimard, fanno luce su una figura contraddittoria e inquieta – che ha dialogato con Kennedy e Mao, che aveva confidenza con Picasso –, rischiarano i luoghi oscuri del cosiddetto “secolo breve”. La sfrontatezza di Malraux si intravede fin dal titolo con cui abbiamo deciso di pubblicare il suo libro: Occidentali, quali valori difendete?
Il libro si lega all’opera di ricerca nei codici della grande letteratura francese; in catalogo, De Piante custodisce titoli di Paul Valéry, Julien Gracq, Pierre Michon, Choderlos De Laclos e André Gide.

Al Salone del Libro di Torino, le nostre edizioni presenteranno un carteggio finora inedito di Anna Maria Ortese, icona assoluta della letteratura italiana. Le lettere a un’altra scrittrice di genio, Helle Busacca, scoperte da Dario Biagi dopo un lungo lavoro di archivio, indagano, con dolente ferocia, l’amore remoto della Ortese per Corrado Pavolini, fratello di Alessandro, alto gerarca fascista. Ecco un estratto dalle lettere:

È dalla disperazione d’essere stati calpestati, da sé e dagli altri, che nasce la forza che ci trasporta verso i cieli limpidi, dove ciò che abbiamo patito si trasforma in dolcezza e beatitudine. Ama tutto ciò che ti tortura e ti ha torturato. Ama il tuo insuccesso. Questa, solo questa, è la forza dell’anima.

Il libro si inserisce nell’ideale percorso, all’interno del catalogo De Piante, dedicato alle grandi figure femminili del Novecento: Colette, Dorothy Parker, Nancy Cunard, Rachel Bespaloff.

In occasione del centenario dalla morte di Franz Kafka le nostre edizioni hanno scelto di affidare a Vito Punzi la composizione di un’antologia dei racconti più celebri del grande scrittore praghese. In appendice, saranno pubblicate le poesie, finora inedite in Italia, di Jiří Langer, amico intimo di Kafka, studioso di mistica ebraica. 
Il libro continua il percorso di rilettura, in forma inconsueta, dei grandi classici di ogni tempo; De Piante ha già in catalogo opere di Lord Byron, George Orwell, Fëdor Dostoevskij, Lev Tolstoj.  

Chi predilige le letture “forti” e le torbide atmosfere dei romanzi americani, amerà Il bastardo di Erskine Caldwell, scrittore che ha rivoluzionato la letteratura statunitense del Novecento insieme a Ernest Hemingway e a William Faulkner. Abbacinante tragedia greca ambientata nel Sud degli States, Il bastardo ha qualcosa degli indimenticabili film di Elia Kazan e di Nicholas Ray; il suo protagonista, che dilania le vene, ha la foggia di un James Dean o di un Marlon Brando.
Il libro si inserisce nell’alveo del catalogo De Piante dedicato ai grandi autori americani: finora abbiamo pubblicato le interviste di Walt Whitman e di Ezra Pound e gli aforismi di Emily Dickinson

Tra i più importanti filosofi della modernità, autore di pensiero scandaloso, antimoderno e implacabile, in La filosofia della tragedia – pubblicato con la cura di Luca Orlandini – Lev Šestov penetra nei labirinti dell’opera di Nietzsche e Dostoevskij, grimaldello di meditazioni ribelli, contro la vanità del tempo presente. 
L’opera di Šestov si situa in un particolare tassello filosofico del catalogo De Piante, che ha già pubblicato un saggio del suo più alto discepolo, Benjamin Fondane e il carteggio con Rachel Bespaloff e il medesimo Fondane. 

L’anno editoriale di De Piante è inaugurato, come di consueto, da un libro biblico “riletto” e ritradotto da un grande scrittore contemporaneo. Dopo l’Apocalisse nella versione del poeta Giancarlo Pontiggia, è il momento del libro di Isaia “secondo” Gian Ruggero Manzoni, già autore di una fenomenale e romanzesca traduzione della Genesi per le nostre edizioni. Manzoni, artista, poeta e scrittore tra i più possenti e inclassificabili di oggi, tenta un corpo-a-corpo con il libro profetico per antonomasia, quello che ha “avviato” l’annuncio evangelico. L’Isaia di Manzoni è un poeta-guerriero che non ha timore di sfidare il Nulla della Storia, la tracotante regalità dell’Assoluto. 
Il libro è un mattone fondamentale di un progetto “monstre” di De Piante Editore: la ritraduzione dei testi più importanti della Bibbia, sotto l’ispirazione dei grandi scrittori di oggi, secondo una tradizione consolidata – ma dimenticata – dell’editoria italiana (ricordiamo le versioni bibliche di Salvatore Quasimodo, Massimo Bontempelli, Emilio Villa, Giovanni Testori…). 

A 90 anni dalla nascita di Giuseppe Pontiggia (1934-2003), romanziere, critico e grande uomo di editoria, le nostre edizioni proporranno un suo testo disperso sui danni arrecati da una cieca globalizzazione sulla tradizione (e le traduzioni) delle lingue e delle letterature nazionali: un prezioso elzeviro che si colloca perfettamente nella collana “Pochi libri per pochi” dedicata a pagine rare o inedite dei grandi scrittori del Novecento italiano. 

Infine, come strenna natalizia 2024, proporremo una sorprendente riscoperta di Edmondo De Amicis. Attraverso una lunga indagine filologica, che ha il ritmo e l’intensità narrativa di un racconto giallo, Alberto Brambilla commenta un clamoroso testo, uscito su rivista nel 1889, che De Amicis aveva pensato come primo capitolo di un possibile seguito di Cuore. Per varie ragioni il progetto non ebbe seguito, ma questa prova ritrovata rimane un prezioso documento e una lettura raffinata, ora offerta agli specialisti e ai lettori.

I testi rari di Pontiggia e De Amicis si installano in un percorso editoriale inteso a riscoprire i grandi autori del “canone” italiano. Nel catalogo De Piante in questo filone appaiono, tra gli altri, Piero Chiara (di cui abbiamo stampato le “lettere giovanili” come Il limone della vita), Dino Buzzati (I campionissimi), Carlo Emilio Gadda (Assalto con mine alla montagna). Di Edmondo De Amicis le nostre edizioni hanno pubblicato gli articoli “fisiognomici” nel volume I misteri del volto.  

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