Ezra Pound

È inutile che io parli

 

 

La Rapallo cosmopolita e letteraria tra le due guerre, i rapporti con il fascismo, l’instancabile lavoro ai Cantos, gli amici scrittori e filosofi, il pensiero economico, la sua amatissima Italia, la vecchiaia, la Poesia…
Le principali interviste rilasciate da Pound e apparse sulla stampa italiana dagli anni Venti agli anni Settanta del Novecento, e ora raccolte per la prima volta in volume, offrono al lettore un ritratto del tutto inedito del poeta americano, non offuscato dalle polemiche, spesso
pretestuose, del dopoguerra.

Giudizi, ricordi e riflessioni fulminati di uno dei grandi protagonisti del suo secolo: lucido, determinato, consapevole della realtà e soprattutto intenzionato a migliorarla con il suo infaticabile impegno. Pagine rivelatrici se si ha il coraggio di accostarsi a uno “spirito magno” senza farsi condizionare dalla censura ideologica che lo ha relegato tra gli “imperdonabili”.

 


Sottotitolo: Interviste e incontri italiani, 1925-1972

Curatore: Luca Gallesi, giornalista e docente di Lingua e letteratura inglese. Collabora con “Il Giornale” e “Avvenire”. Ha curato e tradotto molte opere di Ezra Pound.

Autore: Ezra Pound (1885-1972) è uno dei massimi poeti del Novecento, autore di un poema immenso: “I Cantos”. Trascorse molta parte della sua vita in Italia, soprattutto a Rapallo e a Venezia. Nel 1945 fu arrestato dall’FBI con l’accusa di collaborazionismo con il nemico, per le sue trasmissioni da Radio Roma. Fu internato per 13 anni, senza processo, all’ospedale psichiatrico criminale “St. Elizabeths” di Washington. Privato della personalità giuridica, fu liberato nel 1958 e tornò in Italia, dove restò fino alla morte, avvenuta a Venezia nel 1972.

 

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