Autore: Chiara Pinto

Ernst Jünger

Quadrifogli

 

 

 

 

 

Certi uomini possiedono la dote di trovare i quadrifogli senza averli cercati: si squaderna da questo paradosso lo scritto fulminante di Ernst Jünger, pubblicato nel 1960 sulla rivista «Antaios» e per la prima volta tradotto in italiano, dedicato alla fortuna. Giocato sul filo della memoria personale – la madre intenta a raccogliere i preziosi portafortuna – il breve testo è un esempio della capacità di Jünger di trarre da piccoli segni ed eventi le segrete regole che reggono l’universo.

all’interno un segnalibro con quadrifoglio vero, confezionato a mano

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André Gide

Viaggio al Congo

 

 

 

 

 

Il diario del viaggio che, nel 1927, André Gide fece in Congo: “la sua Africa”. Una rappresentativa descrizione dell’Africa di quegli anni: quando partire era un’avventura non certo dal punto di vista turistico, ma un’avventura di vita.

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Anthony Burgess

Il diavolo nella bottiglia

 

 

 

 

Dall’autore di “Arancia meccanica”, un lungo elzeviro per “Il Giornale” di Montanelli nel 1980. L’articolo è una brillante cavalcata lungo i rapporti fra alcol e letteratura tra giudizi fulminati, aneddoti personali, excursus sulle ricadute sociali dell’alcolismo e divagazioni sull’alcol come “elemento” di ispirazione poetica.

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Hermann Broch

La verità solo nella forma

 

 

La folgorante raccolta di versi di uno dei più grandi scrittori del Novecento. Nel 1945, a New York, Hermann Broch pubblica uno dei romanzi capitali del secolo, di sempre, “La morte di Virgilio”. L’irruzione onirica – nel 1931 Broch aveva terminato la trilogia “I Sonnambuli” – e l’irrompere di tutti i generi, un’autentica esplosione etica, rende quel libro inclassificabile: alcune parti non sono più prosa ma monologo in versi, poesia. Di “sostanza poetica della Morte di Virgilio” parlò, per altro, Ladislao Mittner, introducendo la versione italiana del capolavoro. Broch ha punteggiato la sua disciplina letteraria di poesie: dal 1913 fino alla morte. Si tratta di versi occasionali, sagaci, rapaci, spesso abissali, che costituiscono un canzoniere sorprendente.

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Ezra Pound

È inutile che io parli

 

 

La Rapallo cosmopolita e letteraria tra le due guerre, i rapporti con il fascismo, l’instancabile lavoro ai Cantos, gli amici scrittori e filosofi, il pensiero economico, la sua amatissima Italia, la vecchiaia, la Poesia…
Le principali interviste rilasciate da Pound e apparse sulla stampa italiana dagli anni Venti agli anni Settanta del Novecento, e ora raccolte per la prima volta in volume, offrono al lettore un ritratto del tutto inedito del poeta americano, non offuscato dalle polemiche, spesso
pretestuose, del dopoguerra.

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Emily Dickinson

Pochi amano veramente

 

Emily Dickinson (1830- 1886) è certo il più numinoso genio della poesia femminile di tutti i tempi, la cui vita sottotraccia e ascosa ha contribuito a farne un mito riconosciuto al di là della storia della letteratura. Nata negli Stati Uniti ad Amherst, un piccolo comune dello stato del Massachusetts, la Dickinson ebbe un’esistenza quasi senza accadimenti e per un lungo periodo visse una sorta di casta autoreclusione tra le mura della propria casa.

In vita non pubblicò nulla, se si eccettua una manciata di versi, e solo dopo la morte la sorella e poi la nipote scoprirono centinaia di sue poesie,
contribuendo negli anni a farne conoscere l’intera produzione.

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Julio Cortázar

Esilio & Letteratura

Copertina Julio Cortazar

 

Julio Cortázar (1914-1984) è tra i grandi romanzieri del Novecento: insieme a Borges è lo scrittore che ha rinnovato e “inventato” la letteratura argentina. Nel 1951 scelse di vivere in Francia. Bestiario e Il gioco del mondo, i suoi capolavori, sono degli autentici libri ‘di culto’.

Che rapporto deve avere un artista con il potere? Che ruolo deve interpretare uno scrittore quando il suo Paese è governato da un regime? Julio Cortázar, il grande scrittore argentino, aveva le idee chiare: un artista non può resistere a un regime avverso, che impedisce l’attività intellettuale; deve preferire l’esilio.

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Aldus Club

I Quaderni dell’Aldus Club

Copertina Aldus Club

 

L’Aldus Club, Associazione Internazionale di Bibliofilia è stato fondato nel 1990, a Milano, dal libraio antiquario Mario Scognamiglio, ed è intitolato al celebre editore Aldo Manuzio (1449-1515). Presieduta nel tempo da Leonardo SciasciaUmberto Eco, Gianni Cervetti e, oggi, da Giorgio Montecchi, nel corso degli anni ha promosso e realizzato un vasto programma di attività: conferenze, mostre, viaggi culturali in Italia e all’estero. Recentemente ha anche lanciato il Premio Aldus Club per giovani collezionisti, ideato da Chiara Nicolini, Segretaria dell’Aldus Club ed esperta di libri antichi e rari.

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Hermann Löns

Il Wehrwolf

Copertina Hermann Lons

 

Löns, nato nel 1866 a Kulm, nella Prussia occidentale, oggi Polonia, anche se la famiglia era originaria della Bassa Sassonia, ha una vita complicata: costretto a cambiare spesso città per via del lavoro del  padre, professore di Liceo, dapprima si dimostra uno studente modello, in seguito iscritto alla facoltà di medicina non finisce il corso, si inventa giornalista, poi si dedica alla letteratura, scrive racconti, poesie, romanzi, diventando uno dei massimi esponenti della letteratura nazionalpopolare.

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